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	<title>Archeologia e Beni Culturali &#187; Restituzioni</title>
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	<description>Il Blog di PercorsidiArcheologia.it</description>
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		<title>Il segreto di marmo: i marmi policromi di Ascoli Satriano a Palazzo Massimo (Roma)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 12:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 16 dicembre 2009 fino al 18 aprile 2010 a Palazzo Massimo sarà in mostra uno straordinario complesso di oggetti in marmo. I reperti provengono da scavi clandestini effettuati nel territorio dell’antica Ausculum, odierna Ascoli Satriano (Foggia). Oltre alla qualità dei marmi, sono da segnalare le decorazioni pittoriche degli stessi, che raramente è possibile ritrovare [...]]]></description>
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<p>Dal 16 dicembre 2009 fino al 18 aprile 2010 a Palazzo Massimo sarà in mostra uno straordinario complesso di oggetti in marmo. I reperti provengono da scavi clandestini effettuati nel territorio dell’antica Ausculum, odierna Ascoli Satriano (Foggia).</p>
<p><span id="more-1252"></span></p>
<p>Oltre alla qualità dei marmi, sono da segnalare le decorazioni pittoriche degli stessi, che raramente è possibile ritrovare sui manufatti antichi.</p>
<p>Un elemento da sottolineare sono le vicende legate al ritrovamento dei marmi. Infatti, le indagini dei Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno permesso di ricondurre al medesimo contesto archeologico diciannove elementi in marmo sequestrati nel 1978 dalla Guardia di Finanza e due esemplari conservati al J. P. Getty Museum di Los Angeles e restituiti all&#8217;Italia nel 2007 (sic archeoroma.beniculturali.it).</p>
<p>E&#8217; stata proposta come località di provenienza dei reperti una tomba della seconda metà del IV secolo a.C. appartenente ad un membro dell&#8217;aristocrazia daunia. Portano a questa ipotesi le analogie decorative e tecniche. Inoltre, le analisi di laboratorio hanno confermato che si tratta, quasi per tutti gli oggetti, dello stesso tipo di marmo proveniente da Paros e Aphrodisia.</p>
<p>Buona visita!</p>
<p>Maggiori informazioni su <a title="marmi a Roma" href="http://archeoroma.beniculturali.it/it/mostre/il_segreto_di_marmo" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/archeoroma.beniculturali.it');" target="_blank">Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma</a></p>
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		<title>1670 reperti archeologici di pregio ritrovati dalla Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 22:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Restituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccezionale intervento effettuato dalla Guardia di Finanza che ha portato al recupero di ben 1670 reperti archeologici. I reperti coprono iun arco cronologico che va dall&#8217;Età del Ferro secolo a.C. all&#8217;Età Imperiale. La Guardia di Finanza di Roma ha effettuato il recupero con l&#8217;ausilio del Department for the Homeland Security americana, grazie al  quale è stato possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#banner_top--></p>
<p>Eccezionale intervento effettuato dalla Guardia di Finanza che ha portato al recupero di ben 1670 reperti archeologici. I reperti coprono iun arco cronologico che va dall&#8217;Età del Ferro secolo a.C. all&#8217;Età Imperiale.</p>
<p><span id="more-1245"></span></p>
<p>La Guardia di Finanza di Roma ha effettuato il recupero con l&#8217;ausilio del Department for the Homeland Security americana, grazie al  quale è stato possibile reperire alcuni reperti in territorio USA.<br />
La maggior parte dei manufatti provengono da necropoli dell&#8217;Italia Meridionale e del Triveneto. L&#8217;operazione ha avuto come esito l&#8217;arresto di 19 persone.</p>
<p>Fonte: <a title="1670 reperti archeologici recuparati " href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2009/12/11/visualizza_new.html_1645314956.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.ansa.it');" target="_blank">ansa.it</a></p>
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		<title>Morgantina 2009-2011. Il ritorno delle dee. Gli acroliti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[enna]]></category>
		<category><![CDATA[morgantina]]></category>
		<category><![CDATA[Restituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un programma di eventi e di appuntamenti a lungo termine vede protagonista il territorio dell&#8217;antica Morgantina. L&#8217;occasione è di quelle da non perdere. Saranno esposti ad Aidone (Enna) due acroliti ritornati in Sicilia grazie ad una convenzione fra Ministero, Regione Siciliana e Musei americani dopo essere stati trafugati e venduti all&#8217;estero. I due volti, identificati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#banner_top--></p>
<p>Un programma di eventi e di appuntamenti a lungo termine vede protagonista il territorio dell&#8217;antica Morgantina. L&#8217;occasione è di quelle da non perdere. Saranno esposti ad Aidone (Enna) due acroliti ritornati in Sicilia grazie ad una convenzione fra Ministero, Regione Siciliana e Musei americani dopo essere stati trafugati e venduti all&#8217;estero.</p>
<p><span id="more-1238"></span></p>
<p>I due volti, identificati con le divinità Demetra e Kore, torneranno ad essere esposti al pubblico il <strong>13 dicembre 2009</strong> nel <strong>Museo Archeologico di Aidone (Enna).</strong> L&#8217;evento si inquadra all&#8217;interno di <strong>&#8221;Morgantina 2009-2011. Il ritorno delle dee&#8217;</strong>&#8216;, progetto coordinato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna su iniziativa dell&#8217;Assessorato Regionale per i Beni Culturali e Ambientali.</p>
<p>Inoltre, il Museo Archeologico di Aidone in un periodo compreso tra il 2010 e il 2011 acquisirà altre importanti opere, frutto anch&#8217;esse di restituzioni. I reperti, oggetto di furti clandestini nel sito di Morgantina, sono di eccezionale pregio artistico, nonché di fondamentale importanza scientifica.</p>
<p>Tra questi ricordiamo la restituzione più importante. Nel gennaio del 2011, infatti, è atteso l&#8217;arrivo della grande Dea del Getty, conosciuta come Afrodite, o anche Demetra, di Morgantina. La statua apparì nel 1988 improvvisamente nel Paul Getty Museum di Malibu, Los Angeles. Fin da subito gli studiosi delle missioni di scavo italiane e statunitense ritennero essere quella trafugata da un santuario di Morgantina.</p>
<p>Non può essere, poi, tralasciato il ritorno degli argenti di Eupolemo, previsto nella prima metà del 2010. Si tratta di un gruppo di 15 pezzi di vasellame da tavola in argento, del III sec. a.C., di raffinata fattura, trafugati intorno al 1981 e acquistati dal Metropolitan Museum di New York.</p>
<p>Qualche riferimento è d&#8217;obbligo anche per l&#8217;esposizione che si discosta dalle consuete modalità. E&#8217; stato predisposto un allestimento che punta alla creatività e alla contaminazione fra arte antica e moderna.<br />
Le due dee saranno &#8220;vestite&#8221; da Marella Ferrera, la stilista siciliana che, dopo aver firmato raffinatissime collezioni di alta moda, ha collaborato anche con teatri lirici e di prosa.</p>
<p>L&#8217;inaugurazione della mostra degli acroliti sarà preceduta <strong>sabato 12 dicembr</strong><strong>e 2009</strong> da un <strong>convegno di studi</strong> a carattere internazionale organizzato dalla Soprintendenza di Enna in collaborazione con la Provincia e l&#8217;Università Kore di Enna e con i Comuni di Aidone e Piazza Armerina. Interverranno, fra gli altri, gli archeologi <strong>Malcom Bell</strong> e <strong>Carla Antonaccio</strong> che dirigono a Morgantina gli scavi della missione statunitense, <strong>Clemente Marconi</strong>, professore della Columbia University, che per primo si e&#8217; occupato dello studio degli acroliti, e <strong>Claudio Parisi Presicce</strong>.</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Dagli-Stati-Uniti-alla-Sicilia-il-ritorno-delle-dee-Demetra-e-Kore-La-soprintendente-Sono-esemplari-unici_4052139778.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.adnkronos.com');" target="_blank">adnkronos.com</a> &#8211; <a href="http://www.ennaturismo.info/?p=213" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.ennaturismo.info');" target="_blank">ennaturismo.info</a></p>
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		<title>Il Louvre restituisce cinque affreschi all’Egitto</title>
		<link>http://www.blogarcheologia.it/notizie/il-louvre-restituisce-cinque-affreschi-all%e2%80%99egitto/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 21:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudiaadf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[affreschi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministro della cultura francese Frédéric Mitterrand ha annunciato la riconsegna di cinque affreschi provenienti dalla tomba di un dignitario della diciottesima dinastia egiziana (1550 – 1290 a.C.), situata nella Valle dei Re a Luxor (Egitto). Secondo il responsabile del Consiglio Nazionale per le Antichità, Zahi Hawass, la Francia avrebbe acquistato nel 2000 le opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#banner_top--></p>
<p>Il ministro della cultura francese Frédéric Mitterrand ha annunciato la riconsegna di cinque affreschi provenienti dalla tomba di un dignitario della diciottesima dinastia egiziana (1550 – 1290 a.C.), situata nella <strong>Valle dei Re</strong> a <strong>Luxor</strong> (Egitto).</p>
<p><span id="more-1078"></span><br />
Secondo il responsabile del Consiglio Nazionale per le Antichità, Zahi Hawass, la Francia avrebbe acquistato nel 2000 le opere pur sapendo che erano state trafugate. Sarebbe questo il motivo che spinto Hawass a sopsendere ogni collaborazione archeologica con il Louvre, il museo parigino che a tutt&#8217;oggi conserva le opere, fino alla riconsegna degli affreschi.</p>
<p>La Commissione Scientifica Nazionale dei Musei di Francia, dopo la misura adottata dal Cairo, ha richiesto all&#8217;unanimità la restituzione degli affreschi ed il <strong>Louvre</strong>, stando alle dichiarazioni del ministro Mitterand, sembra fortemente intenzionato a riconsegnare le pitture.</p>
<p>Il Ministero della Cultura francese ha voluto, però, precisare, che il museo non era a conoscenza che le opere erano state immesse sul mercato illegalmente. <span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">  </span></p>
<p>Fonti:   <a href="http://www.4minuti.it/showPage.php?template=news&amp;id=12039&amp;masterPage=articolo.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.4minuti.it');" target="_blank">ansa.it</a>   <a href="http://www.4minuti.it/showPage.php?template=news&amp;id=12039&amp;masterPage=articolo.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.4minuti.it');" target="_blank"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">4minuti.it</span></a><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">   </span><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Antichita-egizie-al-Louvre-scontro-tra-Egitto-e-Francia_3849791725.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.adnkronos.com');" target="_blank"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">adnkronos.com</span></a><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
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		<title>Il Cleveland Museum restituisce reperti all&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.blogarcheologia.it/notizie/il-cleveland-museum-restituisce-reperti-allitalia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 16:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mibac]]></category>
		<category><![CDATA[Restituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentati in mattinata (3 luglio 2009) nella sede dell&#8217;Avvocatura Generale dello Stato i reperti restituiti all&#8217;Italia dal Cleveland Museum of Art. I reperti sono solo 14, tuttavia l&#8217;evento è di considerevole importanza. Il Ministro Sandro Bondi ha così commentato: &#8220;Sono molto lieto di annunciare oggi il recupero di questi reperti, sottratti al nostro patrimonio culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#banner_top--></p>
<p>Presentati in mattinata (3 luglio 2009) nella sede dell&#8217;Avvocatura Generale dello Stato i reperti restituiti all&#8217;Italia dal <strong>Cleveland Museum of Art</strong>.<br />
<span id="more-867"></span></p>
<p>I reperti sono solo 14, tuttavia l&#8217;evento è di considerevole importanza. Il Ministro <strong>Sandro Bondi</strong> ha così commentato: &#8220;Sono molto lieto di annunciare oggi il recupero di questi reperti, sottratti al nostro patrimonio culturale e restituiti grazie all&#8217;accordo concluso, nello scorso mese di novembre, con il Cleveland Museum of Art. Credo che questo accordo sia una delle manifestazioni più alte della politica culturale del ministero, che mira a perseguire l&#8217;obiettivo del recupero dei beni illecitamente fuoriusciti dal nostro paese non solo e non più con le armi della repressione, ma anche con gli strumenti della diplomazia e della collaborazione in campo culturale&#8221;.</p>
<p><strong>Stefano De Caro</strong>, Direttore Generale per l&#8217;Archeologia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha presentato gli oggetti.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_713484406.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.beniculturali.it');" target="_blank">Mibac</a></p>
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		<title>Bollettino d’Arte: La dea di Sibari e il santuario ritrovato. Studi sui rinvenimenti dal Timpone Motta di Francavilla Marittima</title>
		<link>http://www.blogarcheologia.it/testi-e-libri/bollettino-d%e2%80%99arte-la-dea-di-sibari-e-il-santuario-ritrovato-studi-sui-rinvenimenti-dal-timpone-motta-di-francavilla-marittima/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 10:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Restituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sibari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo tomo del Volume Speciale del Bollettino d’Arte, &#8220;La dea di Sibari e il santuario ritrovato. Studi sui rinvenimenti dal Timpone Motta di Francavilla Marittima&#8220;, sarà presentato il 7 aprile (ore 18) presso l&#8217;Istituto Svizzero di Roma. Il tomo è dedicato al materiale archeologico restituito all’Italia dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Berna e dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#banner_top--></p>
<p>Il secondo tomo del Volume Speciale del <strong>Bollettino d’Arte</strong>, &#8220;<strong>La dea di Sibari e il santuario ritrovato. Studi sui rinvenimenti dal Timpone Motta di Francavilla Marittima</strong>&#8220;, sarà presentato il <strong>7 aprile</strong> (ore 18) presso l&#8217;<strong>Istituto Svizzero di Roma</strong>. Il tomo è dedicato al materiale archeologico restituito all’Italia dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Berna e dal Museo J. Paul Getty di Malibu.</p>
<p>Si tratta di <strong>ceramiche di importazione, di produzione coloniale e indigena, terrecotte architettoniche</strong> e oltre 50 manufatti di diverso materiale, provenienti dal santuario rinvenuto sull’acropoli del Timpone Motta di Francavilla Marittima nell’entroterra di Sibari, <strong>scavate illegalmente</strong> e <strong>immessi sul mercato antiquario</strong>.</p>
<p><span id="more-540"></span></p>
<p>Le prime due sezioni del volume illustrano le <strong>importazioni dalla Grecia orientale e dall’Acaia</strong>, e gli esemplari locali da esse influenzati (cd. East Greek-style e Achaian-style wares). La terza parte del tomo è dedicata alla <strong>ceramica “coloniale dipinta”</strong>, realizzata nelle colonie greche o nelle regioni italiche meridionali.</p>
<p>Nonostante siano ancora da effettuare analisi chimiche sull’argilla, si è ritenuto che il vasellame fosse da riferire alla città di <strong>Sibari</strong> o alla zona ad essa circostante. Secondo recenti indagini, l’équipe del <strong>Groningen Institute of Archaeology</strong> ha distinto tra produzione ceramica della zona lucana (Metaponto) e produzione “locale” caratteristica della Sibaritide. L’officina, attiva dall’inizio del VII fino alla metà del VI a.C., si trovava sulle pendici della collina del santuario sulla Motta.</p>
<p>Le sezioni 4 e 5 trattano la <strong>ceramica indigena e gli oggetti in faïence, vetro, avorio, osso, pietra e terracotta</strong>. Il volume si conclude con la sesta sezione sulle <strong>terrecotte architettoniche</strong>.</p>
<p>All&#8217;incontro di presentazione interverranno <strong>Roberto Cecchi</strong> (Direttore Generale per i Beni Architettonici, Storico-Artistici ed Etno-antropologici e direttore responsabile del Bollettino d’Arte), <strong>Stefano De Caro</strong> (Direttore Generale per i Beni Archeologici), <strong>Giovanni Pugliese Carratelli</strong> (Accademia dei Lincei), <strong>Dietrich Willers</strong> (Università di Berna), <strong>Pietro Giovanni Guzzo</strong> (Soprintendente archeologo di Napoli e Pompei e Presidente del gruppo di lavoro del Progetto Francavilla-Berna-Malibu), <strong>Marina Martelli</strong> (Università della Tuscia), <strong>Frederike van der Wielen-van Ommeren</strong> (Università di Berna), <strong>Lucilla de Lachenal</strong> (Redazione del Bollettino d’Arte), <strong>Caterina Greco</strong> (Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria), <strong>Martin Guggisberg</strong> (Università di Basilea).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Eventi/EventiInEvidenza/visualizza_asset.html_1200808786.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.beniculturali.it');" target="_blank"><strong>MIBAC</strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Cina chiede la restituzione di due opere della collezione di Yves Saint Laurent</title>
		<link>http://www.blogarcheologia.it/notizie/la-cina-chiede-la-restituzione-di-due-opere-della-collezione-di-ives-saint-laurent/</link>
		<comments>http://www.blogarcheologia.it/notizie/la-cina-chiede-la-restituzione-di-due-opere-della-collezione-di-ives-saint-laurent/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 23:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Restituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni prima della vendita della collezione di Ives Saint Laurent, la Cina aveva chiesto la restituzione di due opere, due bronzi che rappresentano una testa di topo ed una testa di coniglio. Le due opere, realizzate nel &#8217;700 dal gesuita italiano Giuseppe Castiglione, furono trafugate dal Palazzo d&#8217;Estate di Pechino da parte delle truppe franco-inglesi durante la Guerra [...]]]></description>
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<p>Pochi giorni prima della vendita della collezione di <strong>Ives Saint Laurent</strong>, la <strong>Cina</strong> aveva chiesto la <strong>restituzione</strong> di due opere, due bronzi che rappresentano una testa di topo ed una testa di coniglio. Le due opere, realizzate nel &#8217;700 dal gesuita italiano Giuseppe Castiglione, furono trafugate dal Palazzo d&#8217;Estate di Pechino da parte delle truppe franco-inglesi durante la Guerra dell&#8217;Oppio nel 1860.</p>
<p><span id="more-267"></span></p>
<p>Le teste facevano parte di una fontana-orologio realizzata per l&#8217;imperatore Qianlong dal gesuita francese Benoist, l&#8217;opera che aveva come tema i dodici animali dell&#8217;oroscopo cinese.</p>
<p>Pierre Bergé, compagno di vita dello stilista francese, ha risposto al governo cinese che avrebbe restituito le opere se la Cina avesse concesso la libertà al Tibet e avesse accolto il Dalai Lama costretto alla fuga dal 1959.</p>
<p>Pechino risponde con un <em>team</em> di ben 81 avvocati per cercare la restituazione che in realtà sottende un risarcimento per un&#8217;umiliazione mai sopita.</p>
<p>Christie&#8217;s intanto è andata avanti dando luogo alla vendita della collezione che ha abbattuto il precedente record di vendite, ben 375 milioni di euro. Le due opere di bronzo sono state comprate per telefono.</p>
<p>Fonte: <a title="asta" href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=108176" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.rainews24.rai.it');" target="_blank">rainews.rai.it</a></p>
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		<title>Restituzioni e prestiti di opere d’arte e di reperti archeologici</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 20:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Atene]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la restituzione all’Italia di reperti archeologici confluiti, nel corso degli anni, nelle collezioni del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, del Metropolitan Museum of Art di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e del Princeton University Art Museum, esposti al Quirinale e poi a Palazzo Poli a Roma, nel settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#banner_top--></p>
<p>Dopo la <strong>restituzione all’Italia di reperti archeologici</strong> confluiti, nel corso degli anni, nelle collezioni del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, del Metropolitan Museum of Art di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e del Princeton University Art Museum, esposti al Quirinale e poi a Palazzo Poli a Roma, nel settembre del 2008 è stata l’Italia a rendere un reperto non “suo”.</p>
<p>Il 23 settembre dello scorso anno, il presidente Giorgio Napolitano ha inaugurato la mostra “<em>Nostoi. Capolavori ritrovati</em>” presso il <strong>Nuovo Museo dell’Acropoli di Atene</strong>, con la restituzione alla Grecia di un frammento del <strong>fregio del Partenone</strong> (fr. della VI lastra del fregio orientale &#8211; parte inferiore della dea Artemide nel consesso degli dei), da circa due secoli custodito presso il Museo “A. Salinas” di Palermo.</p>
<p><span id="more-23"></span></p>
<p>E il dibattito si accende: è giusto che reperti di sicura provenienza, usciti dai confini nazionali più o meno illegalmente, ritornino nel loro paese di origine? Se la risposta è certamente positiva nel caso di esportazioni illegali recenti, si può dire lo stesso per gli “espatri storici”?</p>
<p>Numerose e importanti sono le opere d’arte e i reperti archeologici custoditi in musei stranieri. I <strong>marmi del Partenone</strong> oggi al British Museum, le <strong>pitture di Boscoreale</strong> al Metropolitan Museum di New York e al Paul Getty Museum di Malibu, il <strong>“tesoro” di Boscoreale</strong> al Louvre sono alcune delle opere più celebri.</p>
<p>È giusto che queste importanti testimonianze ritornino definitivamente da dove sono venute?</p>
<p>Oppure ci si accontenta di prestiti per eventi e mostre temporanee?</p>
<p>O, ancora, si rimedia con le riproduzioni?</p>
<p>E che dire delle ricostruzioni virtuali più o meno tecnologicamente avanzate?</p>
<p>Quale potrebbe essere il giusto compromesso?</p>
<p>A voi la parola…</p>
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