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	<title>Archeologia e Beni Culturali &#187; lavoro professionale</title>
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	<description>Il Blog di PercorsidiArcheologia.it</description>
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		<title>Come riformare le Partite Iva e il lavoro professionale</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Partita IVA]]></category>

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		<description><![CDATA[APPELLO AL GOVERNO E AI GRUPPI PARLAMENTARI Come riformare le Partite Iva e il lavoro professionale (Documento elaborato dal Dipartimento delle Politiche Economiche della CGIL; i firmatari sono elencati alla fine del testo) Premessa: Negli ultimi anni in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea è aumentato considerevolmente il numero dei lavoratori autonomi e dei professionisti [...]]]></description>
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<p>APPELLO AL GOVERNO E AI GRUPPI PARLAMENTARI<br />
Come riformare le Partite  Iva e il lavoro professionale</p>
<p style="text-align: justify;">(Documento elaborato dal Dipartimento delle Politiche Economiche della CGIL; i firmatari sono elencati alla fine del testo)</p>
<p><span id="more-1341"></span></p>
<p>Premessa:<br />
Negli ultimi anni in  quasi tutti i paesi dell’Unione Europea è aumentato considerevolmente il  numero dei lavoratori autonomi e dei professionisti e, all’interno di  questo ambito, sono cresciute a dismisura le prestazioni d’opera  individuali con fenomeni preoccupanti di abuso.<br />
Le partite Iva in  Italia, secondo il Censis, sfiorano i 6 milioni di unità mentre i  professionisti, che per oltre il 60% lavorano come dipendenti, sono  suddivisi tra il 2.006.015 iscritti agli ordini e gli oltre 3 milioni  che esercitano attività professionali non regolamentate. Sono giovani  avvocati o praticanti, giovani architetti, informatici, consulenti,  pubblicitari, ricercatori, designer, amministratori di condominio, ma  anche consulenti aziendali, formatori, traduttori, guide turistiche,  grafici, interpreti, bibliotecari, enologi, agenti e rappresentanti,  tributaristi, archeologi, redattori editoriali, restauratori,  fumettisti&#8230;<br />
La crescita delle partite Iva individuali, che in  Italia assume dimensioni più rilevanti degli altri paesi europei,  risponde a diverse logiche: all’avvento della società della conoscenza, a  nuove richieste del mercato, all’evoluzione tecnologica, alle esigenze  di specializzazione, alle dimensioni ridotte delle nostre imprese che  richiedono all’esterno competenze tecniche e professionali.<br />
Fattori  che determinano sia condizioni imposte per lavorare, sia opzioni  individuali come forma di auto impiego in assenza di altre possibilità,  sia scelte professionali ponderate e conseguenti al percorso formativo  ma esercitate in condizioni difficili sia dal punto di vista delle  regole di mercato, sia per i redditi bassi, sia per l’assenza di tutele  sociali.<br />
Nel contempo, soprattutto nell’ambito della Gestione  Separata, si è sviluppata una crescita di queste forme di lavoro sempre  più dovuta anche alla scelta delle imprese di sostituire così il lavoro  dipendente, sfruttando i costi più bassi, la mancanza di tutele e  l’assenza di vincoli che le normative vigenti rendono possibile.<br />
La  crisi e la mancata riforma degli ammortizzatori sociali evidenzia  l’inadeguatezza delle tutele del lavoro intellettuale moderno che,  paradossalmente, convive con le forme arcaiche con le quali si è  disciplinato il mondo delle professionisti fino ad ora. Tutto ciò mette  in luce la necessità sia di nuove norme legislative sia di dare  regolazione contrattuale a tutte le figure di ogni settore.</p>
<p>Bisogna  cogliere l’occasione per affrontare in modo organico sia le necessità  di ammodernamento del sistema, sia le necessità di tutela dei  professionisti dipendenti e non.<br />
Ecco alcune proposte:<br />
1)  Ammodernamento dell’impianto delle professioni, introducendo un sistema  duale ordini/associazioni che riporti gli ordini all’azione di controllo  e tutela dei cittadini e lasciando alle associazioni di settore il  compito della rappresentanza misurata con criteri che ne garantiscano  l’effettiva rilevanza prevedendo un sistema di certificazione pubblica  delle competenze per le professioni in campo sanitario e ad alto  interesse pubblico come nel settore dei Beni Culturali.<br />
Una riforma,  inoltre, che dia riconoscimento professionale e adeguate misure di  concorrenza e di garanzia verso i cittadini sul piano della qualità  delle competenze possedute e agite dai singoli professionisti.<br />
Vanno  adottate forme trasparenti di inserimento dei giovani nel mondo  professionistico a partire dall’abilitazione conseguita durante il  percorso di studi, ma anche regolamentando contrattualmente il rapporto  di praticantato e tirocinio.<br />
2) Qualsiasi processo di riforma deve  porsi un duplice obbiettivo. Evitare che si acuisca l&#8217;uso improprio  dell&#8217;autonomia, sostitutivo di lavoro dipendente, superando l&#8217;attuale  dumping attraverso la parificazione dei costi, a partire dall’aggancio  ai compensi minimi dei CCNL di riferimento per i lavoratori dipendenti  con analoga professionalità, come già previsto dall’art. 1, comma 772,  della legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007).<br />
Nel contempo  occorre considerare il fenomeno del lavoro autonomo, vero nelle modalità  professionali ma, con tratti più o meno vistosi di “debolezza  contrattuale” e con esigenze di tutela specifica. In Italia, così come  già fatto nel resto d’Europa, non è più rimandabile l’approvazione di  nuove regole, sull’esempio dello statuto del lavoro autonomo della  Spagna, riconoscendo al lavoro autonomo e professionale, che abbia il  70% del suo fatturato con un unico committente o che abbia  caratteristiche rientranti tra i contribuenti minimi (non avere mezzi  organizzati, non avere dipendenti o collaboratori, ecc.), adeguati  diritti di sicurezza sociale in relazione a malattia, infortunio,  gravidanza, disoccupazione. Sono eventi che colpiscono le persone e  devono essere fronteggiati socialmente a prescindere dal carattere  autonomo o subordinato del rapporto di lavoro.<br />
3) Sul fisco non è  sufficiente quanto oggi previsto dalla legge per i contribuenti minimi  n. 244/07, art. 1, commi da 96 a 117. Pertanto, individuata la platea di  lavoro professionale ed intellettuale da tutelare che sia priva di  caratteristiche d’impresa, va esclusa dal pagamento dell’IRAP come già  indicato dalla UE e dalla Corte di Cassazione Italiana.<br />
4)  Sull’esempio già sperimentato in numerosi Contratti Collettivi Nazionali  di Lavoro, si valuti la possibilità di prevedere con la contrattazione  collettiva nazionale, anche attraverso una legislazione di sostegno, la  discussione di temi come l’adeguamento contrattuale rispetto al lavoro  professionale subordinato sia sul versante retributivo che di quello dei  riconoscimenti professionali e della formazione e che, fermo restando  la lotta ad un utilizzo delle forme di lavoro professionale non genuine  anche con percorsi utili a definire eventuali modalità di transito fra  autonomia e dipendenza, per chi adotta modalità di vero lavoro autonomo  indichino:<br />
- obbligo e contenuti del contratto scritto per tutti;<br />
-  compensi specifici adeguati alle singole professioni il cui costo  complessivo non sia inferiore a quello dei lavoratori dipendenti di pari  professionalità;<br />
- la definizione di tempi certi di pagamento e di  penali in caso di abuso;<br />
- specifiche modalità di gestione del lavoro  e di utilizzo dei tempi e degli strumenti aziendali;<br />
- formazione  continua e certificazione delle competenze acquisite sul lavoro;<br />
-  riconoscimenti professionali legati al raggiungimento di precisi  obbiettivi.<br />
5) L’assenza di redditi equi su questa fascia di  lavoratori, assieme all’assenza di politiche di sostegno, non consente  prospettive previdenziali dignitose scaricando sui singoli il peso dei  costi previdenziali e la debolezza o l’assenza delle protezioni sociali.  In questo ambito occorrerà anche aprire una seria riflessione sulla  riforma delle casse previdenziali dei professionisti e, in generale,  sulla riforma della previdenza del lavoro autonomo e professionale per  non lasciare i giovani con un futuro previdenziale non dignitoso.  Inoltre non è più rinviabile una rivisitazione dei coefficienti  previdenziali, così come indicato nel protocollo sul welfare del 2007, e  una completa totalizzazione dei contributi versati nelle diverse  gestioni anche eliminando il requisito minimo dei tre anni di  contribuzione.<br />
In ragione della crisi economica e di tutti gli  aspetti di criticità presenti nel sistema professionale pensiamo si  possano prendere in considerazione, per le fasce più deboli iscritte  alla gestione separata INPS, una dilazione dei pagamenti dei contributi  dovuti confermando, tuttavia, l’accredito del montante contributivo  dovuto tempo per tempo. Inoltre riteniamo che prima di considerare altri  aumenti dei contributi previdenziali nella gestione separata INPS,  ulteriori a quelli definiti dal protocollo del 2007, vadano affrontati i  problemi di riforma generale delle professioni e gli aspetti di  debolezza e asimmetria fra le varie casse previdenziali.<br />
Al fine di  impedire l’improprio travaso dalle collaborazioni alle partite iva e,  nel contempo, di alleggerire un costo che grava per l’intero sui  lavoratori con P. Iva iscritti alla gestione separata, proponiamo per  gli stessi l’obbligatorietà della rivalsa previdenziale e l’innalzamento  graduale della stessa ad un livello di contribuzione in linea con la  ripartizione del costo contributivo che grava sui lavoratori  parasubordinati, anch’essi iscritti alla gestione separata Inps, privi  di altra copertura previdenziale e non pensionati.<br />
6) L’emergenza  dell’attuale crisi economica impone una riflessione su forme  straordinarie di sostegno al reddito anche per i circa 300 mila  professionisti e gli oltre 400 mila parasubordinati che stanno perdendo  anche parzialmente il lavoro. E’ però indispensabile cogliere  l’occasione per progettare un sistema universale e moderno di protezione  sociale e di valorizzazione di tutto il lavoro pensando a strumenti di  tutela, a cui contribuiscano anche i professionisti, finalizzati al  perseguimento di politiche attive per il lavoro, il sostegno al reddito e  all’occupazione, la formazione continua. E’ possibile uno sforzo comune  di imprese, sistema delle professioni, sindacato e governo per  fronteggiare gli effetti della crisi anche per questi lavoratori e  progettare un nuovo sistema di regole nel lavoro e di protezione sociale  più inclusivo e più moderno.</p>
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<p><strong>Firmatari</strong>: Dip. Politiche Economiche CGIL; COLAP (Coordinamento Libere Associazioni  Professionali &#8211; 214 associazioni aderenti); Associazione Nazionale  Giovani Architetti; Associazione 6°Piano (Avvocati Praticanti), ANA  (Associazione Nazionale Archeologi); Agenquadri; Federconsumatori; IACS  (Italian Association of Conservation Scientists); CIA (Confederazione  Italiana Archeologi); Re.re.pre (Rete Redattori Precari); Gruppo Best  Before; Ass. Koinè (Laureati e laureandi Un. Sapienza); H2, soluzioni  per il mondo che verrà(Associazione Giovani Professionisti); GD  Federazione di Roma; SILF (Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto);  SAI (Sindacato Attori Italiano); SIAM (Sindacato Italiano Artisti della  Musica); SNS (Sindacato Nazionale Scrittori); Federazione Nazionale  Giovani Democratici; ANGPI (Associazione Nazionale dei Giornalisti  Pubblicisti Italiani); Gruppo Pubblicisti Unitari di Stampa Romana; GUS  Nazionale; Anonima Fumetti (associazione di professionisti del fumetto);  Studenti Democratici di Roma (Sapienza, Roma3, Tor Vergata, Luiss); AIB  (Associazione Italiana Biblioteche) ANITI (Associazione Nazionale  Italiana Traduttori e Interpreti); AIAS (Associazione italiana fra gli  addetti alla sicurezza); ANIASPER (associazione nazionale fra ingegneri,  archeologi e architetti specialisti per il restauro dei monumenti).</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.cgil.it/default.aspx" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.cgil.it');" target="_blank">CGIL</a> &#8211; <a href="http://www.archeologi-italiani.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.archeologi-italiani.it');" target="_blank">Confederazione Italiana Archeologi </a></p>
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