Castello di Sassoforte, ( Roccastrada – GR )

luglio 4th, 2009 | by Alessandro Iacopino |

RELAZIONE RELATIVA ALLA PRIMA CAMPAGNA DI SCAVO ( 10 LUGLIO – 4 AGOSTO 2006 ).

La prima campagna di scavo si è svolta nel periodo compreso tra il 10 luglio e il 4 agosto 2006; lo scavo è stato reso possibile dalla collaborazione tra l’ Amministrazione Comunale di Roccastrada, l’ Università degli Studi di Siena (MediArG sede di Grosseto) e la Comunità Montana Colline Metallifere.

NOTIZIE STORICHE SUL CASTELLO DI SASSOFORTE.

Prima attestazione documentaria.

Il castello è citato per la prima volta in un documento del 1075; qui si fa riferimento ai diritti vantati da Ildebrando V Aldobrandeschi e da sua moglie sulla locale chiesa delle SS. Lucia e Margherita. Non è certo che la fondazione del castello sia stata promossa dai due coniugi o da altri individui noti come domini de Sasso titolari di alcuni centri fortificati nel volterrano.

È però possibile che il pianoro sommitale del monte di Sassoforte fosse occupato da un insediamento umano già a partire dalla tarda antichità infatti nel territorio circostante durante questo periodo è stata registrata una spiccata propensione degli insediamenti alla ” risalita sulle alture ” .

XII secolo

Le informazioni provenienti dalle fonti scritte non chiariscono se la popolazione del territorio di Sassoforte risiedesse per la sua totalità entro il castello già dal momento della sua fondazione. Appare probabile, in analogia con realtà vicine, che vi sia confluita solo nella seconda metà del XII secolo. In ogni caso, prima della metà del Duecento la massima parte degli abitanti della zona si era ormai trasferita all’ interno delle mura castrensi, che giunsero a comprendere un esteso borgo disposto sul pianoro sottostante, dando vita a un castello di grandi dimensioni.

XIII secolo

Nei primi decenni del XIII secolo la zona era sotto il debole controllo degli Aldobrandeschi; i veri detentori del controllo politico sull’ insediamento erano esponenti di una dinastia di domini locali, che si sarebbero definiti i ” signori di Sassoforte “. La morte di Federico II ( dicembre 1250 ), indusse i signori di Sassoforte ad avvicinarsi al Comune ghibellino di Siena; nel 1251 il castello fu sottoposto al Comune di Siena, per contrastare gli eserciti di Guglielmo Aldobrandeschi. Dopo che il Comune senese passò sotto il controllo di un governo guelfo attorno al 1270, i signori di Sassoforte, si avvicinarono ai conti Aldobrandeschi di Santa Fiora, principali esponenti in maremma dello schieramento ghibellino.

XIV secolo

Agli inizi del XIV secolo il Comune di Siena estese il proprio contado ai danni dei conti di Santa Fiora sino a Roccastrada e Montepescali: Sassoforte, come Sticciano, si trovò stretto tra le terre del contado senese e i castelli controllati da signori di parte guelfa. Con l’ avvento in Toscana dell’ imperatore Enrico VII le famiglie dei signori di Sassoforte e di Sticciano si unirono ai conti di Santa Fiora a fianco delle truppe imperiali in guerra nel territorio senese nel corso del 1313.

Con la morte dell’ imperatore ( agosto 1313 ) sopravvennero violenti contrasti tra i signori di Sassoforte e gli Aldobrandeschi di Santa Fiora, che rivendicavano la proprietà eminente sul castello; così nel 1316 i signori di Sassoforte si accordarono e sottomisero il castello al Comune di Siena. Ciò non segnò la pace definitiva con il Comune cittadino, così come non terminarono le lotte con i conti di Santa Fiora che nel 1329 espugnarono e si impadronirono del castello.

Abbandono e ripopolamento

All’ inizio del 1330 il castello fu venduto dagli Aldobrandeschi di Santa Fiora al Comune di Siena per 5000 fiorini d’ oro; la cinta difensiva fu resa inservibile e il centro medievale venne spopolato a favore di Sassofortino. L’ importanza strategico – militare del castello determinò la sopravvivenza di alcune delle strutture fortificate piú importanti. Siena fece costruire un cassero destinato a ospitare una piccola guarnigione.

L’ abbandono del castello rappresentava per Siena una situazione di relativa tranquillità sul piano militare, ma anche un danno economico perchè il territorio acquisito era privo di rendite. Il castello doveva essere comunque presidiato per evitare che se ne impossessassero i nemici del governo senese. Nel 1339 il Comune di Siena e alcuni abitanti di Sassoforte residenti in Roccastrada si accordarono per il ripopolamento dell’ area e in particolare di Sassofortino, ma l’ operazione non sortì gli effetti sperati.

XV secolo

Sul finire del XIV secolo vari conflitti coinvolsero Sassoforte; solo nel 1404, quando Pietro di Niccolò Salimbeni vendette al Comune di Siena le sue proprietà maremmane, compresi i diritti vantati su Sassoforte, finì l’ incertezza sull’ effettivo dominio del castello. Nel 1438, per evitare che il castello potesse nuovamente risvegliare ambizioni egemoniche di famiglie avverse al governo senese, sia Sassoforte che Sassofortino, definiti entrambi ” guasti e disabitati ‘ già nel 1430, vennero sottoposti direttamente alla giurisdizione del Comune di Siena. L’ ultimo quarto del XV secolo segnò la definitiva affermazione di Sassofortino come centro di popolamento nei confronti di Sassoforte.

Frequentazioni postmedievali

L’ indagine archeologica ha permesso di individuare i resti di un piccolo ambiente riferibile ad una frequentazione di epoca moderna ” XIX secolo “. Le murature, realizzate a secco con materiali di riutilizzo, si impostano sulla regolarizzazione di parte dello strato di crollo delle strutture medievali.

Condividi con i tuoi amici:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • Segnalo
  • TwitThis
  • Wikio IT
  • E-mail this story to a friend!
  • Print this article!

Articoli che potrebbero interessarti

    Post a Comment