Trenta tombe fenicie a Villa Certosa?
luglio 25th, 2009 | by Giuseppe C. |
Indiscrezioni, fantasia, realtà? Davvero trenta tombe fenicie sarebbero state ritrovate a Villa Certosa?
Questa notizia ha avuto ampio spazio negli ultimi due giorni e diverse sono le voci che si sono espresse in merito. Cerchiamo di fare un pò il punto della situazione. Partendo dall’inizio.
In questi giorni il settimanale L’Espresso ha pubblicato alcune registrazioni dei colloqui tra il presidente del Consiglio e Patrizia D’Addario. In una di queste registrazioni Berlusconi parla delle bellezze della sua residenza in Sardegna, Villa Certosa, e in un breve passaggio parla di 30 tombe fenicie del 300 avanti Cristo. (l’audio del dialogo)
Questo ritrovamento non sarebbe stato notificato né alla Soprintendenza dei Beni archeologici né ai Carabinieri del Nucleo per la tutela del Patrimonio culturale.
Un’interrogazione parlamentare è stata presentata dal capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, Manuela Ghizzoni, per chiedere che il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi informi il Parlamento della scoperta archeologica. La Ghinozzi ha dichiarato: “Ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio chi scopre fortuitamente beni archeologici è tenuto a farne denuncia entro 24 ore alla Sovrintendenza, al sindaco del territorio di riferimento e alle forze dell’ordine. Immaginiamo che il presidente del Consiglio abbia rispettato tutte le procedure previste dalla legge, e quindi avviato il recupero delle preziose 30 tombe fenicie solo dopo aver ottenuto apposita concessione di ricerca da parte del ministero dei Beni culturali”
Infatti l’articolo 90 del Codice dei Beni Culturali (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) recita:
“Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili indicate nell’articolo 10 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute”
Anche se su Villa Certosa per motivi di sicurezza è stato apposto il segreto di Stato il 6 maggio 2004, i Senatori Fabio Giambrone e Giuseppe Caforio hanno chiesto di sapere se il ritrovamento delle tombe fenicie sia avvenuto dopo tale data e, qualora così fosse, “se il Presidente del Consiglio abbia tempestivamente informato il ministro dei Beni e delle attività culturali e, in caso di risposta affermativa, se il ministro abbia a sua volta tempestivamente informato le competenti autorità amministrative“.
Nella giornata di ieri c’è state la dichiarazione di Niccolo’ Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, che ha definito la vicenda “Un’altra miserabile storia” aggiungendo “La storia sarebbe risibile se non fosse stata ripresa dai giornali e ancor peggio da molti parlamentari e da alcune associazioni, senza esperire verifica alcuna. Mai il Presidente Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di 30 tombe fenice nel suo parco perche’ mai nulla di simile si trova o e’ stato rinvenuto nell’area di Villa Certosa. Si ricordi che tutta l’area e’ stata oggetto di un minuzioso accertamento da parte dell’autorita’ giudiziaria conclusosi poco tempo fa verificando l’intera area della villa e del parco“.
Intanto sempre nella giornata di ieri l’Osservatorio Internazionale Archeomafie ha presentato alla Procura della Repubblica di Roma, al Comando Generale dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma e per conoscenza al Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali un Esposto Denuncia relativo alla presunta presenza a Villa Certosa di reperti archeologici non segnalati alle autorità.
L’ Associazione Nazionale Archeologi, in una nota, sì è così espressa:
“Se confermato, il ritrovamento di 30 tombe fenicie nella proprieta’ sarda del Presidente Berlusconi, finora ignoto alla comunita’ scientifica, rappresenta un dato importantissimo per lo studio dell’espansione fenicia nell’isola, ed in particolare per la ricostruzione delle antiche dinamiche insediative nel territorio di Olbia“.
“Da anni -dichiara il Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi-Sardegna, Giuseppina Manca di Mores- gli studiosi dibattono se la fondazione dell’antica citta’ di Olbia debba attribuirsi a gruppi di provenienza greca o fenicia. L’ipotesi di una fondazione greco-orientale per Olbia e di una identificazione con il toponimo Olbi’os sembrava ormai supportata dai materiali di provenienza greco-orientale scoperti qualche anno fa all’interno della citta’. Se confermato, il ritrovamento di nuovi materiali fenici all’interno di Villa Certosa rappresenterebbe un nuovo tassello per la storia fenicio-punica dell’isola e aprirebbe nuovi scenari sul fronte della ricerca”.
Aspettiamo chiarimenti ufficiali, in merito alla vicenda, al momento, non c’è nessun comunicato da parte del MiBAC, l’ultimo comunicato stampa inserito sul sito, L’Arma per l’Arte, presenta una mostra per i 40 anni di attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Si festeggiano i 40 anni di successi e di impegno nel recupero e nella tutela dei Beni Culturali, speriamo che lo stesso impegno e la stessa assoluta trasparenza ci sia anche da parte delle istituzioni che devono chiarire la vicenda di Villa Certosa.
Lascio ulteriori commenti a voi, mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione sulla vicenda.
Fonti: Adnkronos (23-24 luglio) Il Messaggero.it (23 luglio) Corriere.it (24 luglio) La Repubblica.it (24 luglio)




















3 Responses to “Trenta tombe fenicie a Villa Certosa?”
By Barbara Endrizzi on lug 25, 2009 | Reply
Buongiorno,apprendo la notizia di possibili ritrovamenti fenicio-punici nella residenza del Presidente del Consiglio come una vicenda da approfondire e chiaramente da verificare per evitare che possibili informazioni storiche,qual’ora si appurasse la presenza di reperti,vadano perdute o sottratte come troppe volte succede per far spazio ad edifici pubblici e privati ritenuti decisamente più importanti o per farne illecito profitto.L’opinione pubblica ha il diritto di rimanere informata sui rinvenimenti che vengono fatti sul territorio del proprio Stato.Cordiali saluti
By Fabio Pari on lug 25, 2009 | Reply
Lo stesso Ghedini nel 2005 aveva accompagnato personalmente funzionari della sovrintendenza a visionare la scoperta archeologica, lo si legge in un articolo dell’Unione Sarda del marzo di quell’anno, che non risulta essere stato smentito.
http://fabiopari.blogspot.com/
By Giovanna on lug 25, 2009 | Reply
A mio parere è la solita bufala, inventata dal presidente o da qualcun’altro per sviare l’attenzione da altre cose.
Conosco bene la zona e non riesco proprio ad immaginare una necropoli fenicia lì, finchè non vedo non ci credo.
Che ci fanno 30 fenici sepolti a Porto Rotondo dove le uniche tracce archeologiche esistenti rimandano ad una cava di granito romana?
E possibile che noi gente del posto (compreso anche chi ai tempi pascolava le capre dove ora sorge la villa) non abbiamo mai saputo nè trovato nulla?
Mah!