Tagli alla Cultura: critico il Ministro Bondi
maggio 30th, 2010 | by Giuseppe C. |
AGGIORNAMENTO – Oggi, 31 maggio, il presidente della Repubblica ha firmato il decreto che contiene la manovra finanziaria. La lista dei 232 enti, fondazioni e istituti culturali che avrebbero perso il contributo statale è stata eliminata dal documento finale. Resta comunque una generale riduzione delle spese per questo settore. Dovrà essere il Ministro Bondi a decidere dove tagliare.
La manovra finanziaria del Governo, che in questi giorni sta suscitando accese discussioni, tocca pesantemente anche la Cultura. Saranno, infatti, 232 gli Enti e le Fondazioni che non riceveranno più i fondi statali. A rischio dunque la sopravvivenza degli istituti culturali che, senza il necessario sostegno economico, potrebbero essere costretti a chiudere.
Finiscono nell’elenco della manovra finanziaria la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma, la società Geografica italiana e le fondazioni Adriano Olivetti di Roma e quelle milanesi Arnoldo e Alberto Mondadori e Giangiacomo Feltrinelli, le fondazione Arena di Verona e festival dei Due mondi di Spoleto, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, le fondazioni Gioacchino Rossini di Pesaro, Giorgio Cini di Venezia e l’Istituto Gramsci di Roma.
Un taglio netto, generale, indiscriminato e sproporzionato senza nessuna valutazione sulla reale utilità o sulla storia dell’ente e senza nessuna indicazione della fine che faranno i lavoratori impegnati in questi istituti.
Il Ministro Sandro Bondi ha dichiarato che questa azione di tagli indiscriminati ha esautorato il ruolo del ministero e ha aggiunto: “Penso che molti enti debbano essere soppressi, tuttavia ci sono degli enti e delle istituzioni, cito il centro sperimentale di cinematografia, il Vittoriale, che non possono essere considerati degli enti inutili. Alcuni tagli sono necessari ma non possono essere indiscriminati”.
Pesante anche il prezzo che pagherà il settore archeologico. Nella lista, infatti, sono presenti anche istituti che da sempre svolgono un ruolo nella ricerca e nello studio della storia e dell’archeologia. Ci uniamo perciò alle parole del Presidente della Confederazione Italiana Archeologi Giorgia Leoni:
“Non possiamo accettare tacitamente che alcuni tra i più prestigiosi istituti archeologici perdano l’insostituibile apporto che deriva loro dai finanziamenti statali e che vengano, quindi, destinati alla inattività se non addirittura alla definitiva chiusura. Nella lista figurano istituti, tra cui la Scuola Archeologica Italiana di Atene, l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, l’Istituto di Studi Romani, l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, che con le loro ricerche hanno permesso all’Italia di svolgere un ruolo da protagonista nella conoscenza del patrimonio archeologico del nostro paese e dell’intero bacino del Mediterraneo, svolgendo spesso anche un ruolo fondamentale di veicoli diplomatici.”
Come sempre i commenti sono aperti, ci interessa ascoltare anche il vostro parere.
Fonti: Repubblica.it, IlMessaggero.it




















One Response to “Tagli alla Cultura: critico il Ministro Bondi”
By Benedetto on mag 30, 2010 | Reply
tra qualche giorno mi dedicherò a questo argomento. Aspettando che il Ministro si faccia sentire anche con i fatti e non solo con le parole.