Protesta contro commissariamenti e prestiti di Beni Culturali: chiusura delle aree archeologiche di Roma e Ostia
marzo 4th, 2009 | by Anna |
Per venerdì 6 marzo è prevista la chiusura di molti monumenti e musei di Roma e dell’area archeologica di Ostia. Il Colosseo, i Fori, il Palatino, la Casa di Augusto, le quattro sedi del Museo Nazionale Romano, le Terme di Caracalla, le vestigia sull’Appia tra cui la Villa dei Quintili rimarranno inaccessibili ai visitatori almeno dalle ore 9 alle ore 12.
Infatti, gli archeologi e il personale delle Soprintendenze Archeologiche di Roma e Ostia si riuniranno in due assemblee promosse dalle RSU, le rappresentanze sindacali unitarie. La protesta è ancora contro il commissariamento delle aree archeologiche di Roma e Ostia decretato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi. All’ordine del giorno è anche l’avvicendamento tra Salvatore Settis e Andrea Carandini alla presidenza del Consiglio dei Beni Culturali, insieme alla politica dei prestiti di beni: oltre al caso dei Bronzi di Riace in Sardegna, a Roma si discute del prestito di quattro statue del Museo delle Terme richieste da Palazzo Chigi.
Gli archeologi romani e ostiensi sottolineano l’inopportunità del commissariamento affermando che nelle “loro” aree archeologiche, “come possono constatare i visitatori, non si trovano situazioni oggettive di degrado e di emergenza tali da giustificare il ricorso a poteri straordinari, perfino di protezione civile”. Inoltre, essi non ravvisano “sovrapposizioni di competenze tra Stato ed Enti Locali che, sempre secondo il comunicato del Ministro Bondi, debbano essere risolte con l’istituzione di un tavolo tecnico deputato ad individuare un comune indirizzo di tutela, valorizzazione e promozione”.
Massima solidarietà agli archeologi e al personale delle Soprintendenze, ma un pensiero va anche ai tanti turisti italiani e soprattutto stranieri che, ignari, troveranno cancelli e porte sbarrate… ulteriore danno – economico e di immagine – al nostro immenso patrimonio culturale.
Fonte: Corriere della Sera, Roma, 4 marzo 2009




















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