Oro buttato, quarta puntata di Presadiretta: un breve bilancio

ottobre 4th, 2009 | by Giuseppe C. |

Domenica scorsa, 27 settembre, è andata in onda su Raitre la quarta puntata del programma Presadiretta. Riccardo Iacona e i suoi collaboratori si sono occupati di beni culturali nella puntata intitolata Oro buttato. Se non avete avuto modo di vedere il programma in televisione potete collegarvi al sito della Rai e vedere la puntata per intero.

Di seguito voglio evidenziare alcune parti del programma che ritengo molto interessanti e riportare qualche dato segnalato.

A mio avviso, il primo dato significativo è rappresentato proprio dall’interesse di una trasmissione come Presadiretta all’argomento Beni Culturali. Nelle puntate precedenti Iacona si era occupato di tagli alla sicurezza, del terremoto in Abruzzo, del respingimento in mare dei migranti tutti temi che hanno animato il dibattito politico-sociale e che hanno avuto ampio spazio sulla stampa. Temi attuali e importanti, terreno di scontro e di polemiche, insomma temi problematici. Perciò il fatto di aver individuato nei beni culturali un tema da inserire accanto a queste inchieste può dare la cifra di quanto i problemi legati alla tutela, alla valorizzazione e alla gestione del nostro patrimonio storico-artistico siano strutturali e gravi. Problemi che non riguardano più solo gli addetti ai lavori ma che coinvolgono una più larga parte della società: dagli studenti che si avvicinano adesso a questo tipo di studi agli operatori del mondo del turismo. Anche i dati di ascolto del programma (media di 2.382.000 telespettatori, share 9,69%) testimoniano dell’interesse suscitato da questi temi.

Entrando più nel merito della trasmissione i primi dati che voglio riportare sono quelli illustrati da Gianfranco Cerasoli, Segretario Nazionale UIL per i Beni e le Attività Culturali. I tagli ai beni e alle attività culturali ammontano ad 1 miliardo 403 milioni di euro nel triennio 2009-2011. La somma (e chiamarla somma è quasi ridicolo) investita nella formazione dei dipendanti del MiBAC è di 5 centesimi a testa. L’età media del personale è di 58 anni: “Qui il personale continua ad andare in pensione e non viene sostituito” dice Cerasoli, “corriamo il rischio, da qui a sette-dieci anni, di non avere più il Ministero“.
E voi quanto investite in formazione? Quanto tempo e denaro avete speso per migliorare la vostra preparazione, la vostra professionalità? Quanti anni di studio e di specializzazione per saper far bene un lavoro che poi non c’è?

Nel corso della trasmissione Domenico Iannacone visita alcuni siti italiani. Dopo aver visto Sepino in Molise, Iannacone intervista Stefania Capini dirigente dell’ufficio per i Beni Archeologici del Molise. Con solo 215 mila euro di finanziamento la dirigente non si può occupare di manutenzione ordinaria e straordinaria e alla domanda “e se cade un muro?” risponde “I muri? ma non possiamo tagliare l’erba e  voi guardate i muri“.

Iannacone visita anche la Reggia di Caserta dove non ci sono soldi per il Parco e neanche per pagare le bollette della luce. Visita Pompei con i problemi dell’abusivismo a ridosso degli scavi e dei danni della guerra (la seconda guerra mondiale!) e del terremoto dell’ottanta non ancora del tutto sistemati. “Ogni angolo di Pompei sta cedendo al tempo e all’incuria dello Stato” commenta Iannacone.

La seconda parte di Presadiretta si apre con il servizio di Vincenzo Guerrizio realizzato a Montpellier in Francia una città che ha saputo valorizzare il suo patrimonio facendolo diventare punto di forza dell’offerta turistica locale. Confrontando la situazione di Montpellier con quello che si è visto nella prima parte del programma sembra di aver sbagliato canale e di guardare un film di fantascienza!

Si ritorna a parlare di siti italiani con un’approfondita parte dedicata a Roma, agli scavi al Testaccio, alla Scuola di Restauro dell’ICR, alla società ARCUS nel merito dei quali non entro.

Concludo, però, parlando del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia: molti reperti mai visti primi esposti nel nuovo allestimento del museo, due anni di lavoro per aprire le nuove sale. Queste opere sono ora visibili al pubblico solo per pochi giorni all’anno. Di fronte a questa situzione un assistente subacqueo del laboratorio di Restauro afferma: “Io mi sento mortificato” e insieme a Iannacone possiamo rispondere “Anche noi ci sentiamo mortificati e ci chiediamo perchè lo Stato si dimentica di tutto questo“.

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    1. 6 Responses to “Oro buttato, quarta puntata di Presadiretta: un breve bilancio”

    2. By Carmine on ott 4, 2009 | Reply

      Una situazione che sta diventando sempre più insostenibile, un apparato ministeriale che non riesce a far sentire la proprio voce nella diffusione e la valorizzazione dei Beni Culturali.
      Le iniziative intraprese dal Ministero sono tanto labili quanto tiepide. Basterebbe investire nei giovani laureati (sono tanti e con tante buone idee!) o su una formazione più adeguata dei dipendenti togliendo loro le sedie e i “cruciverba” che occupano le loro giornate lavorative. Non voglio disprezzare il loro lavoro, ma farvi notare soltanto che basterebbe davvero poco per innalzare il livello di conoscenza del nostro patrimonio.
      Per non parlare poi del livello di degrado e trascuratezza di alcuni siti che somigliano sempre di più a “cattedrali nel deserto”.
      A tal proposito vi invito a visionare un video che ho realizzato prima della puntata di Presadiretta che fotografa, su piccola scala, una parte delle meraviglie campane per quanto concerne il loro stato di cura (?):

      http://www.youtube.com/watch?v=Yx-s9_WBQSU

      Fino a quando questo???

      Carmine Afeltra

    3. By Giuseppe C. on ott 4, 2009 | Reply

      Grazie Carmine per il tuo intervento.

      Le immagini del tuo video sono abbastanza eloquenti e sconcertanti.

    4. By Giovanna Pietra on ott 7, 2009 | Reply

      Leggi il commento qui: http://www.blogarcheologia.it/lavoro-e-beni-culturali/beni-culturali-archeologia-e-l%E2%80%99assenza-di-un-riconoscimento-professionale/

    1. 3 Trackback(s)

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