Napoli, arrestato Enrico Guglielmo ex Soprintendente Beni Archeitettonici Caserta. L’accusa: favorita sempre la solita ditta
luglio 18th, 2009 | by Benedetto |
Vicenda torbida è quella che è venuta alla luce in questi giorni, ve ne riportiamo la cronaca di uno dei maggiori quotidiani campani:
La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito questa mattina quattro arresti e sette provvedimenti interdittivi dell’esercizio della libera professione disposti dal gip nei confronti di funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici di Napoli. Tra gli arrestati spicca il nome del soprintendente di Caserta, Enrico Guglielmo, che all’epoca dei fatti ricopriva lo stesso incarico a Napoli. Arrestato anche il nipote.
Coinvolti imprenditori e liberi professionisti in un vasto giro di corruzione per l’aggiudicazione di appalti pubblici.
Tra gli arrestati anche l’architetto Enrico Guglielmo, ex soprintendente per i beni architettonici di Napoli, attuale soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Caserta e Benevento, per i reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta e falso ideologico.
Nel fascicolo è presente anche una telefonata all’ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Durante la telefonata – intercettata – l’ex soprintendente avrebbe chiesto aiuto all’ex numero uno di Confindustria per essere raccomandato a Rutelli (all’epoca ministro) con l’obiettivo di ottenere una promozione. Nella telefonata Guglielmo, che aspira alla Direzione regionale campana dei Beni architettonici, sottolinea come alcuni funzionari del ministero, anche se con meno titoli, avessero già avuto quel tipo di promozione grazie agli uffici dei precedenti ministri, Buttiglione e Urbani.
Rutelli, in serata, fa sapere che il tema di una eventuale «promozione» di Enrico Guglielmo «risulta inesistente, non è mai stato infatti all’ordine del giorno del ministro. E Guglielmo non ha ottenuto alcuna promozione».
La stessa misura cautelare dei domiciliari è stata applicata nei confronti dell’imprenditore Luigi Lucci, accusato di corruzione; Gianluca Guglielmo, nipote del soprintendente, accusato di prestare il nome allo zio per svolgere le sue attività illecite; Mauro Fusco, collaboratore esterno della soprintendenza per i beni architettonici di Napoli.
A tutti gli arrestati è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. È stato, invece, imposto il divieto temporaneo di esercitare la professione agli architetti: Giuseppe Monaco, Giuseppe Taccogni, Michele Barone Lumaga, Massimo Panarese, Monica Pisani, Valentina Salvi e Teresa Tauro.
In particolare, gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno accertato che numerosi appalti, indetti dalla Soprintendenza nel periodo 2003-2007, venivano irregolarmente aggiudicati sempre ad un medesimo cartello di imprese o professionisti a fronte del versamento di somme di denaro.
Fonte: ilmattino.it (pubblicato il 16 luglio 2009)
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