Le cifre della cultura in Italia
agosto 2nd, 2009 | by Giuseppe C. |
Come anticipato nell’articolo precedente, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha diffuso una mini-guida sulle cifre, relative all’anno 2008, della cultura in Italia.
La guida, in formato pdf, si può scaricare dal sito del MiBAC: 32 pagine divise in differenti sezioni in cui si riporta una selezione di dati relativi ad aspetti della produzione, della salvaguardia e della diffusione della cultura in Italia.
In questo articolo voglio solo sottolineare alcuni di questi dati, quelli che mi sono sembrati più significativi e che, a mio avviso, offrono dei buoni spunti di riflessione.
Parto dai numeri sui Musei, Monumenti ed Aree Archeologiche: 4.739 musei e istituzioni similari, pubblici e privati, aperti al pubblico. Di questi 399 sono istituti statali: 198 musei, 201 monumenti e aree archeologiche; 4.340 sono istituti (802 monumenti, 129 siti archeologici, 3.409 musei) dipendenti da altri soggetti pubblici e privati.
Isolo i dati dei siti archeologici: 201 statali e 129 dipendenti da altri soggetti pubblici e privati. Poi, a pagina 30, leggo che tra i Dipendenti del Ministero per i beni e le attività culturali ci sono 350 Archeologi. Mi viene da aggiungere solo 350 archeologi (a fronte, ad esempio, dei 4.649 occupati nel settore amministrativo). Considerando i siti statali (201) la media di archeologi per singolo sito è di 1,7; considerando anche quelli dipendenti da altri enti la media si abbassa ancora.
Inoltre ai primi due posti degli Istituti statali, con ingresso a pagamento, più visitati ci sono proprio dei siti archeologici: Colosseo, Palatino, Foro Romano – Roma con 4.777.969 visitatori e Scavi di Pompei – Napoli con 2.233.496 visitatori. Non credo che ad un sito come Pompei bastino 1,7 archeologi.
Mi sembra, quindi che ci sia una sproporzione nel tipo di personale impiegato e considerando che questa voce (Spese di personale) sottrae il 48,8% delle risorse destinate alla cultura (grafico pag. 27) forse si dovrebbe pensare ad investire su personale più specializzato.
In generale, riguardo alle risorse destinate alla cultura, lo 0,23% del bilancio dello Stato, per una cifra di 1,719 miliardi di euro, mi sembra un dato non troppo confortante.
La professoressa Marilena Vecco, docente di Economia dell’arte e della cultura e fiscalità dei mercati presso l’ Università Cà Foscari di Venezia, ha dichiarato in un’intervista ad Affaritaliani.it: “Si dice che l’investimento pubblico in cultura rappresenti lo 0,30% del Pil, oppure che sia uno a quattro o uno a dieci rispetto a quanto viene investito in altri paesi europei; qualunque sia il metro assunto, si tratta di una percentuale molto bassa“.
Vi invito a leggere, inoltre, questo comunicato stampa del MiBAC del marzo 2009 nel quale vengono riportati altri dati interessanti sulle risorse per la cultura e il turismo culturale.
Ne riporto solo una piccola parte:
” Nel nostro paese il Mibac nel 2009 vedrà ridurre la propria competenza del 23 per cento rispetto al 2008, per una dotazione che si attesterà su 1.568 miliardi di euro, pari allo 0,22 per cento del bilancio complessivo dello Stato. Cifra che subirà un’ulteriore riduzione nel 2010 (-0,7 per cento) e nel 2011 (-11,5 per cento). A ciò si aggiunge un’ulteriore decurtazione per i fondi per lo spettacolo (Fus): si passa dai 456 milioni di euro stanziati nel 2008 ai 398 milioni previsti per il 2009 (-13 per cento). Situazione ugualmente critica per gli investimenti nel settore turistico. I fondi per il turismo sono stati ridotti dai 49 milioni di euro del 2008 ai 33 milioni del 2009 (-31 per cento), mentre l’Italia con i suoi 15,9 milioni di euro stanziati per la promozione turistica (-37 per cento rispetto al 2008) è ultima in Europa, dove, ad esempio, la Spagna ne spenderà 160 e la Francia 95 ”
Speriamo, invece, che ci sia un’inversione di tendenza e che i buoni propositi espressi nella conferenza stampa del 29 luglio dal Ministro Bondi e dal Direttore Resca diventino azioni concrete.
Ci sarebbe da discutere su tanti altri dati perciò vi lascio alla lettura del documento e vi invito ad usare lo spazio dei commenti per qualsiasi tipo di osservazione.
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