Crolla il Colosseo: dove non arrivarono i Barbari, arrivò l’incuria!

maggio 11th, 2010 | by Benedetto |

Il Colosseo perde i pezzi! Nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2010, un bel pezzo di malta del Colosseo è venuta giù, l’hanno trovata i custodi prima dell’apertura al pubblico del prezioso monumento.

Viene quasi da pensare romanticamente che quel pezzo di malta, circa mezzo metro quadrato, abbia “scelto” di cadere nel silenzio, per non dare fastidio. Sembra quasi una metafora: il monumento che tutela se stesso, che di notte cade a pezzi, ma di giorno permette ai visitatori di accedervi.

Certo che se potesse parlare il Colosseo, ne direbbe tante: uno sfruttamento economico continuo e dall’altra parte un approccio conservativo che è eufemistico definire inesistente.

Certo dopo questo crollo, che ricordiamo se fosse accaduto di giorno avrebbe potuto coinvolgere dei visitatori, le autorità si sono prodigate a lanciare proclami di ogni tipo: «immediati controlli su tutte le aree sotto osservazione» e «sono già programmati accertamenti più estesi» (soprintendente archeologico di Roma Giuseppe Proietti e il commissario delegato Roberto Cecchi, fonte: LaStampa.it). Ma è il solito e trito discorso della “pezza a colori” e dello slogan, che può andare bene in politica, ma non sui beni culturali. Quando si fanno tali affermazioni si dovrebbe anche riflettere sul fatto che le stesse potrebbero essere deleterie per chi le propone, magari palesando un mancato monitoraggio delle aree a rischio, o una superficiale osservazione delle stesse. In poche parole, “lo faccio ora” potrebbe voler dire che “non l’hai fatto bene o che l’hai fatto male! “

Un monumento che viene trascurato CADE A PEZZI, e ciò che si distrugge non può essere ricreato. Un discorso serio e sensato sarebbe quello di avviare dei lavori ooportuni e programmati sul Colosseo e su tutti i monumenti dell’Urbe. Non si dimentichi che circa un mese fa sono crollati almeno 60 metri quadrati della Domus Aurea.

L’archeologia della città eterna cade a pezzi, e questa circostanza deve essere arginata con INTERVENTI STRUTTURALI, analisi dei rischi, progetti di restauro e conservazione che siano opera di professionisti qualificati. A tale proposito è deleterio, crediamo, affidare i compiti di dirigenza in questi settori ad uomini che non sono “del mestiere”, a figure improvvisate. Vediamo non di buon grado anche il SISTEMA DEI COMMISSARIAMENTI NEI BENI CULTURALI che è invalso in Italia da molti mesi a questa parte, e che, sarà un caso, è COINCISO CON MOLTEPLICI CROLLI sia a ROMA che a POMPEI.

Dove sono i progetti di recupero delle aree a rischio? La mancata azione in alcuni settori seri è considerata incapacità.

E ben vengano gli sponsor privati per i restauri, come annunciato da Alemanno, ma in tutto questo cosa fa il Ministero dei Beni Culturali? E soprattutto il Ministro Bondi dov’è? Cosa ne pensa? Come si esprime in merito? A noi piacerebbe molto che in merito a queste questioni si pronunciasse lui, il Ministro italiano dei Beni Culturali, perché non si esprime? Perché non prende in mano le redini di questo problema? Perché non si pone come il paladino dell’archeologia italiana?

Che brutto sarebbe se un giorno il mandato del Ministro Bondi fosse ricordato solo per i crolli nelle aree archeologiche.
Ministro si faccia sentire!

MINISTRO BONDI DICA QUALCOSA DI “CULTURALE”!

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