Criminalità organizzata e Beni Culturali

giugno 1st, 2010 | by Giuseppe C. |

Archeomafia: questo è il termine coniato da Legambiente negli anni ’90 per indicare i traffici illeciti della criminalità organizzata a danno del nostro patrimonio archeologico, storico e culturale. E gli ultimi dati che Legambiente ha presentato, con il nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, sui traffici illegali di opere d’arte non sono certamente incoraggianti.

I dati presentati sono preoccupanti e inquadrano un crescente business legato ai furti d’arte. Nel solo anno 2009 ci sono stati 882 furti di opere d’arte; 13.219 oggetti trafugati; 1.220 persone indagate; 45 arresti. I beni culturali sottratti illecitamente e recuperati sono stati 19.043, assieme a 14.596 reperti paleontologici e 55.586 archeologici.

La regione che più di tutte ha sofferto per questo tipo di crimini è stata il Lazio con 137 furti in un anno, seguita da Toscana (106), Piemonte (95) e Campania (86); mentre la meno colpita è la Val d’Aosta con un solo furto nel 2009.

Legambiente, da diversi anni sensibile a questo tipo di problema, ha lanciato anche un progetto mirato alla sensibilizzazione e informazione sul fenomeno delle Archeomafie: un libro a fumetti che racconta, in sei storie, sei indagini realmente svolte dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Il libro pubblicato per l’occasione per i tipi di Francesco Coniglio Editore è a cura di Paolo Barcucci con testi di Silvano Mezzavilla, Paolo Barcucci e Alessandro Ruggieri.

I fumetti sono stati anche oggetto di una mostra a Roma, presso l’Istituto nazionale per la Grafica, che si è chiusa il 16 maggio.

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