Clamorosa lettera del Ministro Bondi: “Artisti, che accattoni”
novembre 14th, 2009 | by Benedetto Giacobbe |
Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi ha inviato, nella giornata del 13 novembre, una lettera a Il Foglio. Nella lettera il Ministro commenta l’incontro avuto tra una rappresentanza di artisti e il Presidente della Repubblica Napolitano.
Nelle parole del Ministro è palese un dichiarato disgusto verso i comportamenti tenuti da attori e cantanti quali Giovanna Mezzogiorno e Massimo Ranieri in quella giornata. Hanno irritato particolarmente il Ministro i modi “adulatorii” degli artisti, culminati nei ringraziamenti che l’attrice ha fatto al Capo dello Stato e nella poesia di Garcia Lorca letta da Ranieri.
Le testuali parole scritte dal Ministro in riferimento a quel passaggio: “Davanti a tutto quel genuflettersi e inchinarsi di attori e attrici, di artisti e commedianti, di registi e teatranti, di cantanti e cantautori, quasi quasi mi dispiaceva di aver previsto leggi che non contempleranno più la posa prona, il servaggio, l’accattonaggio dell’artista al politico”. Questi sono i fatti, e questi fatti dispiacciono molto a dire il vero. E’ una cosa rara che un Ministro per i Beni Culturali si scagli contro un gruppo di artisti con tanta veemenza e violenza verbale: “E invece io negli occhi di quei tanti artisti schiavi e proni leggevo solo il disprezzo e l’irrisione verso chi – come me – crede sinceramente nel valore della cultura e cerca di fare qualcosa di concreto a favore degli uomini di cultura“.
Tale affermazione appare decisamente poco verosimile, durante l’operato di un governo che ha tagliato come pochi altri sulla cultura. E si badi bene che questa redazione non abbocca ad un tentativo di mettere l’arte contro l’arte: “Quasi quasi mi sarei dovuto pentire di aver reintegrato il Fus, piuttosto che destinare quei fondi al patrimonio storico“. Non ci si può giustificare proclamando una sorta di aut aut, secondo il quale si deve credere che le cose debbano funzionare per forza in questo modo: i soldi quelli erano e quest’anno sono andati al cinema e alla musica!
I soldi sono pochi, anzi pochissimi, perché non si crede nei Beni Culturali. Perché si è tanto ciechi da pensare che una penisola stretta e lunga sia il luogo ideale dove fare grandi distretti industriali anzichè essere il luogo turistico per eccellenza di tutto il Pianeta Terra.
A noi sta bene una razionalizzazione delle risorse, ma una volta raggiunto tale obbiettivo ciò che è stato messo da parte va reinvestito nello stesso comparto, cioè i Beni Culturali.
Dispiace che il Ministro si preoccupi di scagliarsi contro attori e cantanti piuttosto che correre con loro e con archeologi, restauratori, operatori dei beni culturali, guide turistiche, accompagnatori turistici, dipendenti del ministero, laureandi etc., etc. etc. e fare fronte comune per un comune interesse che è quello di RESUSCITARE i beni culturali in Italia.
E’ cosa vana e sterile, e aggiungiamo di cattivo gusto la lettera del Ministro a Il Foglio, è propria delle asprezze della politica che il Ministro sembra egli stesso disprezzare. Tra l’altro, consentiteci di entrare di un passo nel merito, un’invettiva di tale potenza deficita certamente di coerenza, perchè non ci si può scagliare contro le “bandiere rosse”, se si è entrati in politica come sindaco di Fivizzano (Massa-Carrara) eletto nelle liste PCI nel 1990.
Ma a noi questo interessa poco o niente, ciò che interessa è l’attività pratica di azioni che offrano cambi repentini verso un rilancio delle Attività dei Beni Culturali.
Ci piacerebbe vedere il nostro Ministro in giro per il mondo a promuovere la nostra cultura e a darsi da fare molto di più con il Ministro Tremonti per spillargli qualcosa in più per la nostra amata archeologia, anzichè mettersi a scrivere lettere contro degli artisti. Onestamente a noi sembra una guerra tra poveri.
Viva l’archeologia ed ogni suo disperato “seguace”.
Il testo integrale della lettera del Ministro Bondi è su http://www.ilfoglio.it/soloqui/3832
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