Restituzioni e prestiti di opere d’arte e di reperti archeologici

febbraio 5th, 2009 | by Anna |

Dopo la restituzione all’Italia di reperti archeologici confluiti, nel corso degli anni, nelle collezioni del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, del Metropolitan Museum of Art di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e del Princeton University Art Museum, esposti al Quirinale e poi a Palazzo Poli a Roma, nel settembre del 2008 è stata l’Italia a rendere un reperto non “suo”.

Il 23 settembre dello scorso anno, il presidente Giorgio Napolitano ha inaugurato la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati” presso il Nuovo Museo dell’Acropoli di Atene, con la restituzione alla Grecia di un frammento del fregio del Partenone (fr. della VI lastra del fregio orientale – parte inferiore della dea Artemide nel consesso degli dei), da circa due secoli custodito presso il Museo “A. Salinas” di Palermo.

E il dibattito si accende: è giusto che reperti di sicura provenienza, usciti dai confini nazionali più o meno illegalmente, ritornino nel loro paese di origine? Se la risposta è certamente positiva nel caso di esportazioni illegali recenti, si può dire lo stesso per gli “espatri storici”?

Numerose e importanti sono le opere d’arte e i reperti archeologici custoditi in musei stranieri. I marmi del Partenone oggi al British Museum, le pitture di Boscoreale al Metropolitan Museum di New York e al Paul Getty Museum di Malibu, il “tesoro” di Boscoreale al Louvre sono alcune delle opere più celebri.

È giusto che queste importanti testimonianze ritornino definitivamente da dove sono venute?

Oppure ci si accontenta di prestiti per eventi e mostre temporanee?

O, ancora, si rimedia con le riproduzioni?

E che dire delle ricostruzioni virtuali più o meno tecnologicamente avanzate?

Quale potrebbe essere il giusto compromesso?

A voi la parola…

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