Thamusida. La Missione Italiana in Marocco
maggio 4th, 2009 | by Anna |
Prosegue la programmazione del XIII Ciclo di Conferenze “Capire l’antico”, organizzato dalla Fondazione Paestum, per celebrare il centenario della Scuola Archeologica Italiana di Atene.
Infatti, sabato 9 maggio (ore 17), presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, Emanuele Papi presenterà i risultati delle indagini condotte a Thamusida dalla Missione Italiana in Marocco.
La collina dove oggi sorge il marabut di Sidi Ali ben Ahmed fu abitata fin dall’epoca preistorica. Il primo villaggio fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. nei pressi di un guado sul fiume Sebou. I reperti ceramici e bronzei testimoniano rapporti commerciali con diversi centri del Mediterraneo (Penisola Iberica e Italia).
Nel 40 d.C. Roma creò la provincia della Mauretania Tingitana nel territorio del Marocco settentrionale; l’antico villaggio fu distrutto nel corso delle operazioni militari per il controllo della regione. Nella seconda metà del I secolo, attorno al campo militare per le truppe, nacque un nuovo centro costituito da diverse strutture: case, terme, templi, taverne, botteghe, officine per la fabbricazione delle armi, granai, fabbriche per la produzione di salse di pesce, fornaci per la lavorazione di anfore, mattoni e ceramiche.
Nella seconda metà del II secolo la città fu circondata da mura per proteggerla contro le tribù berbere del Gharb. Alla fine del III secolo, nonostante il ritiro dell’esercito romano, la città continuò ad essere abitata.
Le indagini archeologiche sono condotte dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena.



















