Elaiussa Sebaste. La missione italiana in Cilicia

maggio 18th, 2009 | by Anna |

Il XIII Ciclo di Conferenze “Capire l’antico”, organizzato dalla Fondazione Paestum, in occasione del centenario della Scuola Archeologica Italiana di Atene e dedicato a “L’archeologia degli Italiani all’estero” è ormai giunto al terzo incontro. Infatti, sabato 23 maggio, alle ore 17, al Museo Archeologico Nazionale di Paestum, sarà la volta di Stella Schneider Equini che illustrerà gli scavi condotti a Elaiussa Sebaste dalla missione italiana in Cilicia.

Elaiussa Sebaste fu una delle più importanti città della fascia costiera della Cilicia Aspera. Secondo Strabone, la città sorse su un’isola, che nel corso del tempo fu collegata alla terraferma da una sottile lingua di terra. Elaiussa divenne un punto di passaggio obbligato, collegamento tra Oriente e Occidente, tra Mesopotania, Siria, Fenicia ed Egitto, e la penisola anatolica.

Alla fine del I secolo a.C. Augusto donò Elaiussa e tutta la fascia costiera della Cilicia Aspera al re amico Archelao di Cappadocia. Il re fece dell’isola una residenza estiva, ospitando anche Erode Re di Giudea. In onore dell’imperatore di Roma il nome della città fu cambiato da Archelao in Sebaste, ovvero Augusta in latino.

L’imponenza dei resti monumentali ancor oggi visibili testimonia la ricchezza della città, conseguita grazie al suo ruolo di scalo commerciale. La città si estese progressivamente sulla terraferma, dove furono costruiti grandiosi edifici pubblici e religiosi: un teatro, un tempio, due impianti termali, vaste aree commerciali, due imponenti acquedotti, un’enorme cisterna scavata nella roccia. Tutta l’area a monte fu occupata da vaste necropoli, con grandi monumenti funerali.

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